La nuova guida per un’estate bollente all’insegna del calciomercato

Tutta la verità dietro gli annunci social che hanno visto protagonisti i club europei (più BONUS finale)

Prima di iniziare ti devo chiedere un favore: ho cercato di sintetizzare tutto il fenomeno degli annunci social in questo articolo e ti chiedo un piccolo supporto.

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Ed ora è tempo di cominciare.

Con la nuova sessione di calciomercato orami alle porte, è doveroso farsi trovare pronti ad uno dei fenomeni più virali degli ultimi tempi in ambito calcistico e sportivo.

Stiamo parlando di quei bizzarri e a volte senza senso annunci dei nuovi calciatori acquistati, che ci hanno fatto letteralmente impazzire tanto che gli abbiamo dedicato una rubrica settimanale sulle nostre pagine social.

È un fenomeno divenuto ormai virale che si è diffuso nella scorsa sessione estiva e che si è affermata durante quella invernale.

Non osiamo immaginare cosa possa accadere nei prossimi mesi.

Un assaggio già c’è l’ha fornito il Betis Siviglia, con una presentazione in salsa “nerd”.

Abbiamo cercato quindi di analizzare le ragioni che vi sono dietro questo fenomeno.

Perché i club fanno annunci social nonsense?

Sicuramente, un fattore chiave di tali video è la loro viralità, quindi la capacità di raggiungere molte visualizzazioni in poche ore.

In questo modo, la presentazione assume maggior rilievo e maggiore significatività.

Prima di rispondere alla domanda che ci siamo posti, facciamo un passo indietro però.

Un po’ di storia

Possiamo azzardare che uno dei precursori di tale fenomeno sia stato Aurelio De Laurentis nel momento in cui annunciò Inler.

Aurelio de Laurentis - annunci social

In un’epoca in cui, nel lontano 2011 la firma sul contratto ed uno sciapo annuncio su Twitter la facevano da padroni, il buon Presidente degli azzurri ha avviato una mini rivoluzione, neanche troppo inconsciamente per un uomo dello spettacolo.

Facendo un enorme balzo temporale approdiamo nella torrida estate del 2017.

Probabilmente tutto ha avuto inizio con un tweet dell’Arsenal che annunciava il neo acquisto Kolasinac in un video, dove anagrammando i nomi della rosa dei Gunners si otteneva il nome del terzino bosniaco.

Da qui in poi la fine.

Squadre della Premier League come West Ham e Southampton hanno cercato di dare maggiore originalità a questo nuovo tormentone, facendo espandere a macchia d’olio tale tendenza in tutta Europa.

Tutte i social media manager hanno avviato una gara a colpi di annunci creativi.

In Turchia l’hashtag #cometobesiktas ha letterlamente spopolato tanto da creare una sorta di mini serie.

Tutto ha avuto inizio con Quaresma che invita al telefono l’ex madridista Pepe ad unirsi alla squadra turca. Poi abbiamo visto Pepe chiamare Negredo. Negredo chiamare Lens. Lens chiamare Medel. E così via.

Il Besiktas per promuovere il proprio brand ha colto la palla al balzo realizzando, cinque mesi fa, un video intitolato neanche a farlo apposta “Come to Besiktas“, che ha raggiunto più di quattro milioni di visualizzazioni su YouTube.

Riguardo tale vicenda si sono venute a creare delle vere e proprie gag social. Il Bayern Monaco ha infatti pubblicato un video in cui Pepe telefonava il centravanti polacco Lewandowski, che però gentilmente declinava l’offerta del #cometobesiktas.

E gli stessi tifosi della squadra turca hanno tempestato sempre con lo stesso hashtag tutti gli account social di Cristiano Ronalado per convincere il talento portoghese ad unirsi nella loro squadra

Quanto appena descritto riguardo il Besiktas è un chiaro esempio di storytelling che ruota intorno agli annunci social.

La rivoluzione dell’AS Roma

Sicuramente il Besiktas ha creato un qualcosa di unico in tali termini, potendo quasi arrivare ad affermare che abbia messo in atto una vera e prorpia web series.

Ma in termini di originalità l’AS Roma si è totalmente distinta. Per ciascun neo-acquisto ha creato un contenuto mai banale.

Con Defrel hanno scimmiottato di fatto l’annuncio di Stuart Taylor al Southampton.

A Kolarov hanno cercato di proporre di fare una presentazione proponendo diverse scene (tutte riprese ovviamente da altri annunci social).

Con Under hanno addirittura preso in giro chi crea i cosiddetti video “skillati”, mentre con Pellegrini si è visto il calciatore segnare con il proprio omologo virtuale.

Per quanto riguarda il video di Schick: beh ancora dobbiamo capirlo!

Ultimo, ma non di minore importanza, l’annuncio di Ante Coric, dove giocando sull’anagramma del nome del croato (AC=Avanti Cristo) si è costruito un video in rewind dall’arrivo del centrocampista a Roma fino all’era dei dinosauri.

La spiegazione

Sarebbe troppo semplicistico ricollegare il tutto ad un gioco di creatività tra esperti di social.

La diffusione di questi video si sposa con le nuove tendenze digitali che vedono il formato video come uno dei principali contenuti fruibili online.

La creazione di tali video permette quindi alle società sportive calcistiche di generare contenuti che intrattengano i propri tifosi, generando delle buzz words tra i fan e divenendo virali.

Basti pensare che il video di prima di Takashi Inui del Real Betis ha raggiunto su Twitter 2,44 milioni di visualizzazioni in solo due settimane su Twitter.

Numeri importanti per una realtà di media/bassa fascia spagnola. Ma è solo l’ultimo di tanti esempi.

Queste considerazioni ci portano ad affermare il fatto che stiamo assistendo ad una trasformazione nel mondo del calcio: le società stanno diventando delle media company e l’inserimento di annunci social non fanno altro che rafforzare queste nuove strategie.

In quest’ottica raggiungere grandi numeri sui social da parte delle società sportive consente di avere maggiore forza contrattuale per quanto riguarda accordi sponsorizzazioni e partnership con sponsor, arrivando a ragionare anche in termini di product placement.

Il fattore social network è divenuto infatti un elemento fondamentale nella valutazione più ampia degli asset di una società di calcio, dal momento che possono offrire una vetrina importante.

Allo stesso tempo, come qualsiasi operazione digitale, porre in essere delle campagne sui profili delle squadre consente di avere un maggior controllo dei risultati raggiunti, nonchè un pubblico maggiormente targettizzato.

Al di la di accordi commerciali, resta il fatto che grazie a questo nuovo filone si riesce ad avere una community di tifosi maggiormente ingaggiata.

Ed una community più coinvolta risulta sicuramente più pronta per futuri acquisti.

Bonus: organizzare amichevoli su Twitter

Si ok, questa nuova tipologia di annunci è un qualcosa di magnifico e divertente e, per quanto riteniamo che non sia una moda passeggera è necessario trovare sempre nuovi modi per saper stupire.

Ed ecco che la Sampdoria e il neopromosso Parma piombano con una novità.

Organizzare la prima amichevole della storia online.

Ovviamente vi è stato tutto un lavoro di preparazione dietro questa iniziativa, ma la semplicità con la quale è stata portata avanti ha reso quest’annuncio originale.

E queste cose piacciono ai tifosi.

Tutte queste idee illustrate in questa guida hanno il solo scopo di dare una dimensione a questi nuovi eventi online e mostrare come possano garantire enormi risultati.

Con l’esempio dell’amichevole riportato si vuole infatti mostrare come sia possibile con i nuovi mezzi online generare hype anche per una “semplice” amichevole estiva.

Questa guida finisce qui, spero tu abbia apprezzato tale lavoro e ti invito a farci sapere cosa ne pensi commentando e mettendo un like qui sotto 👇.

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7 thoughts on “Tutto Ciò Che Non Sapevi Sugli Annunci Social Dei Calciatori”

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