La via del digitale ha trasformato le modalità con le quali le società sportive stanno al mondo, trasformando di fatto le società in vere e proprie Media House non solo durante il canonico weekend sportivo, ma sette giorni su sette

 

Sembra ormai terminata l’era in cui le società sportive siano relegate solamente al mondo sportivo. Stiamo infatti assistendo ad un graduale processo di avvicinamento verso forme di intrattenimento sportivo a 360 gradi, che coinvolgano la community di tifosi durante tutta l’anno.

La rivoluzione è in atto: le società sportive stanno completando il loro processo di trasformazione in Media House. L’ultimo caso di successo è quello dell’Inter Media House. Ma non solo.

Spazio quindi a contenuti che sappiano creare engagement tra i tifosi e che sappiano soprattutto intrattenerli. Diviene fondamentale creare quindi dei centri interni alle società stesse che siano in grado di creare e sviluppare contenuti di alta qualità.

Ecco di cosa andremo a parlare in questo articolo:

Prima di iniziare con l’articolo però ti vorrei chiedere un piccolo contributo per far diffondere il nostro lavoro, per questo ti chiedo di lasciare un “Mi piace” qui sotto 👇

 

Grazie mille!

Perchè le Media House nello sport?

L’esigenza di creare dei centri di interni alle stesse società sportive nasce dall’importanza di cogliere un’importante opportunità che incrementi maggiormente il business nel mondo sportivo.

Content is king

Questa frase fu pronunciata da Bill Gates. Quindi perchè non dargli quantomeno un minimo di fiducia.

Generare contenuti in continuazione per i tifosi non fa altro che aumentare la fidelizzazione degli stessi. Quest’ultimo è infatti un concetto molto importante nel mondo del marketing, ma assume una rilevanza maggiore in ambito sportivo dove vengono a confluire componenti che sfuggono dalla razionalità dell’uomo: l’amore e la passione per la propria squadra.

Il processo di costituzione di una Media House richiede sicuramente ingenti investimenti, ma il tutto è comunque agevolato dal fatto che gli stessi avvenimenti sportivi creino contenuti che poi andranno solamente rielaborati, confezionati e distribuiti.

Le società sportive sono sempre quindi più assimilabili a centri di intrattenimento assimilabili al mondo dell’intrattenimento cinematografico. Non deve stupire quindi come l’As Roma abbia concluso un’accordo con Warner Bros Italia per la stagione 2018/19.

Il video di sopra mostra la trasformazione dei calciatori in Venom, il villain della Marvel che esordirà ad ottobre nelle sale italiane. Questo video, che ha ottenuto in due giorni più di 600 mila visualizzaizoni sui princiapli social, è l’esempio che calza a pennello per sottolineare il tipo di contenuti a cui facciamo riferimento, e che i tifosi amano.

Il racconto di un marchio sportivo confluisce pertanto in quello che è definito Brand Journalism, cioè il racconto (storytelling) e la comunicazione che ruota intorno ad un brand. Il Brand Journalism si differenzia dal Content Marketing, che ha a che fare con la necessità di fornire informazioni utili agli utenti con lo scopo di incrementare le vendite di un prodotto.

Ma lo sport è un prodotto diverso da tutti gli altri, e soprattuto il tifoso sportivo non è un semplice cliente

Fatta questa doverosa breve illustrazione su un fenomeno che sta coinvolgendo anche il nostro calcio, andiamo ad osservare da vicino alcuni casi nostrani.

Inter Media House

Nel settembre del 2017 veniva innaugurato la Media House dell’Inter presso il Suning Training Center (l’ex Pinetina) con lo scopo di porre le basi per un centro di creatività interno.

Il primo prodotto veramente digitale di questo centro è stata la serie “Welcome” con la quale il club nerazzurro ha cercato di raccontare Milano.

Sicuramente complice anche l’arrivo del nuovo capo del marketing Luca Danovaro, ex direttore marketing dell’As Roma, il vero prodotto di punta sono stati video di presentazione dei nuovi calciatori acquistati in estate (a proposito se non l’hai già fatto, leggi la nostra guida sugli annunci social dei calciatori).

Un esempio è il video di benvenuto del calciatore Keita Balde, che in unico video è possibile vedere un breve riassunto di quelle che sono state le presentazioni estive social.

Grazie a questa strategia basata sui contenuti, l’Inter risulta essere uno dei club con la maggiore crescita sui social. Attualmente può contare su una fan base di 14,5 milioni così divisi:

  • 10,42 su Facebook
  • 1,6 su Twitter
  • 0,33 su YouTube
  • 2,14 su Instagram

Su quest’ultimo canale l’Inter registra un engagement rate del 3,07% (dati ninjalitics.com) superiore rispetto ai quattro principali club per numero di seguaci ovvero Juventus (2,98%), Milan (1,41%) e Roma (2,81%).

Il dato dell’Inter che risulta evidentemente il più alto, va letto anche in relazione al fatto che Juventus e Milan presentano però una fan base più nutrita rispetto al club nerazzurro: di fatto è naturale che il tasso di engagement tenda a diminuire all’aumentare dei seguaci.

Milan Media House

Il 1 luglio 2016 nasce invece il Milan Media House con l’obiettivo di unificare i canali di comunicazione online ed offline della società rossonera.

L’obiettivo dichiarato è quello di creare una strategia editoriale unica ed integrata.

Oltre a cimentare il rapporto con i propri tifosi, la creazione delle Media House consente di affermare la propria presenza a livello globale nonchè di porre in essere opportunità commerciali con partner nazionali ed internazionali.

Spostando l’attenzione sempre di più verso il contenuto sportivo, capace di intrattenere e catalizzare l’attenzione di milioni di spettatori non mi stupisce il fatto che nello sport industry del prossimo futuro sentiremo maggiormente parlare di Product Placement sportivo.

In tale contensto di sport management 4.0 diventerà sempre più centrale la figura dei calciatori intesi come sport influencer.

A post shared by AC Milan (@acmilan) on

Se questa strategia basata sui contenuti non ha agevolato sicuramente l’engagement dei tifosi rossoneri, che come visto in precedenza risulta essere il più basso tra quelli visti, ma ha contribuito alla formazione di una corposa fan base (36,80 milioni di seguaci).

Cosa vogliono i tifosi?

Il contenuto sportivo non morirà mai, e continuerà ad intrattenere i tifosi nelle diverse modalità che la tecnologia metterà a disposizione. Basti pensare al fatto che intorno a club come Manchester City e Juventus sono state creati dei docufilm trasmessi rispettivamente su Amazon e Netflix.

Le Media House del presente e del futuro dovranno monitorare trend come Intelligenza Artificiale e Realtà Virtuale da integrare maggiormente non solo durante il periodo che precede gli eventi sportivi, ma integrando tali strumenti durante gli stessi eventi.

Non si può negare che gli eventi live rappresentino la più grande opportunità che una società sportiva ha disposizione per massimizzare la fidelizzazione delle community sportive.

 

⚠️ Attenzione! Contenuto extra, 👉clicca qui 👈 per approfondire.

Se ti è piaciuto questo articolo, metti “Mi piace” e non scordarti di seguirci sui nostri canali social che trovi qui sotto. 

Seguici su:
Condividi:

One thought on “Come l’Inter ha ottenuto un engagement del +9% rispetto alla Juventus su Instagram”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.