Settimana scorsa nella rubrica che tratta di startup abbiamo parlato di FantaMaster. Ci ha incuriosito moltissimo questa realtà. In pochissimo tempo è diventata la seconda realtà dopo Fantagazzetta in Italia. Sappiamo quanto sia sviluppato e importante il fantacalcio in Italia quindi questo va sicuramente a rafforzare questo traguardo. Spinti da questa curiosità abbiamo deciso di intervistare il fondatore di questa Startup, Pasquale . Vi lasciamo all’interessante intervista:

BS: Ciao Pasquale, raccontaci della vostra iniziativa, del vostro percorso e come siete partiti!

P: Tutto nasce all’inizio del 2015 mentre stavo terminando il dottorato a Nizza. Con dei ragazzi italiani abbiamo deciso di fare il fantacalcio tra di noi. Mettendomi a cercare qualche App che fornisse informazioni e statistiche su questo gioco, ho scoperto come di fatto non ci fosse nulla di disponibile. Quindi senza nessuna particolare ambizione ho deciso di fare un’App che rispondesse a questo bisogno.

Ad agosto del 2015 pubblico la prima versione di FantaMaster su iOS, e senza nessuna spinta pubblicitaria nel primo anno l’App raggiunge organicamente circa 50 mila utenti ed il feedback è ottimo.

A gennaio 2016, dopo circa un anno di validazione, creo anche la versione per Android e inizio a rendermi conto di quanto l’idea fosse valida.

Ho deciso quindi di trovare un socio, Marco Polidori, che si occupasse di tutta la parte di Marketing.

In due anni abbiamo superato 1,3 milioni di downloads, 400 mila utenti attivi mensili e circa 850 mila utenti registrati.

BS: Parlaci del vostro modello di business?

P: Si tratta di un’App gratuita ed accessibile a chiunque. Gran parte delle entrate derivano dalla pubblicità. Per chi vuole, c’è la possibilità di pagare una fee annuale (5€ annuali) per eliminare la pubblicità o per acquistare funzionalità premium. Siamo stati tra i primi ad introdurre questo modello freemium nel mondo del fantacalcio.

BS: Qual è stato il fattore che ha contribuito a farvi diventare la seconda realtà italiana in questo settore in così poco tempo?

P: Sicuramente l’innovazione. All’incirca ogni mese proponiamo un qualcosa di nuovo. In generale il nostro punto di forza è stato quello di partire direttamente dal mobile. Abbiamo portato la tecnologia in un mercato solo apparentemente saturo ma comunque molto affollato e in alcuni casi di superare dei competitor decisamente più grandi e attivi da oltre 20 anni.

Offriamo funzionalità esclusive, come ad esempio l’allenatore in seconda, che ti aiuta a scegliere quale giocatore schierare se sei indeciso; l’asta in tempo reale, che ti consente di svolgere l’asta del fantacalcio anche da remoto; il voto statistico live; una chat interna alla lega privata e tante altre feature che a breve rilasceremo.

BS: Proprio riguardo queste feature ci ha colpito in particolare il voto statistico live e l’allenatore in seconda. Puoi spiegarci meglio come funzionano?

P: Il voto statistico si basa su dei dati in entrata in tempo reale forniti da Opta (un provider di statistiche). Su tali statistiche lavora un algoritmo articolato creato da noi che poi genera un voto utile per il fantacalcio.

Per quanto riguarda l’allenatore in seconda, anche qui abbiamo un algoritmo che si basa su dei dati pregressi del giocatore, la partita successiva da giocare, la probabilità di scendere in campo e il tipo di avversario. Sulla base di questa elaborazione, l’algoritmo fornisce un rating su quale sia il giocatore più indicato da schierare per schierare la migliore formazione possibile. Poi chiaramente la scelta finale spetta all’utente. Siamo molto contenti di questa funzionalità ed il feedback degli utenti ce lo conferma, essendo da loro molto apprezzata.

BS: Pensate che possa esserci un futuro per l’intelligenza artificiale all’interno della vostra startup o in questo momento vi basate sugli algoritmi di cui ci parlavi?

P: Il futuro è sempre imprevedibile. Sicuramente si potrebbero sviluppare algoritmi che sfruttino l’intelligenza artificiale per fare ad esempio previsioni. Però sul calcio ho i miei dubbi perché è relativamente semplice prevedere un risultato secco tra due squadre ma non è così semplice prevedere la prestazione di un giocatore che è formata da moltissime variabili. Poi niente è impossibile però è una cosa abbastanza difficile da vedere adesso, è un obiettivo distante al momento secondo me.

Il calcio rispetto ad altri settori ha un numero di variabili enormi e prevedere le prestazioni di un giocatore (se prenderà 6, se farà gol e altro) è difficile. Anche se noi di FantaMaster stiamo facendo passi avanti in ambito statistico abbiamo introdotto da un mesetto una funzionalità che permette al momento di schierare la formazione di accedere a delle statistiche avanzate sui calciatori (passaggi, tiri, cross, falli e molto altro), sono più di 50 statistiche disponibili.

BS: Parliamo di Marketing, ci avevi parlato di alcune strategie effettuate sui social che includevano anche influencer. Ci vuoi parlare di queste strategie e dei risultati ottenuti?

P: Noi abbiamo fatto una serie di attività sui social. Per esempio abbiamo fatto dei video su youtube con Gli Autogol. Però soprattutto attività su Instagram con degli influencer come Ludovica Pagani, Chiamarsi Bomber e Calciatori Brutti; insomma siamo andati a collaborare con i maggiori influencer sull’argomento calcio. I risultati sono sempre stati abbastanza buoni su queste due piattaforme perché siamo riusciti a prendere community che erano molto in target con il nostro obiettivo piuttosto che spendere il triplo o ancora di più per apparire in Tv o altrove.

Siamo riusciti quindi a trovare una community online di giovani interessanti al calcio e principalmente maschi. Comunque sono state tutte attività che ci hanno fatto fare un bel salto in avanti; infatti siamo finiti spesso tra le app più ricercate sugli app store. Insomma se si riescono a fare cose che sono abbastanza in target con il tuo tipo di utente ideale i risultati sui social sono abbastanza buoni ed economici rispetto ad altri canali come Tv o pubblicità allo stadio che sono abbastanza cari e che probabilmente porterebbero risultati minori.

BS: Oltre all’influencer marketing rispetto al Digital Marketing su cosa avete investito?

P: Principalmente sempre sulle attività sui social ovvero campagne su Facebook, Instagram e anche su Google. Ad esempio tramite AdWords si possono essere delle campagne che poi sono multisito perché arrivano su Google tramite la ricerca, su youtube e anche su altri canali. Lo trovo infatti uno strumento polivalente rispetto all’influencer marketing o le campagne su Facebook e Instagram.

E comunque sono questi i canali principali che usiamo per comunicare; anche perché come ho già detto per esempio la pubblicità allo stadio è molto cara anche se potrebbe essere in budget. Però dal momento che siamo interessati ad acquisire utenti che scarichino l’app effettivamente un banner allo stadio sarebbe poco efficace. Stessa cosa per la pubblicità in Tv anche se è più costosa non si avrebbe comunque lo stesso ritorno rispetto ad efficaci campagne sul web. Che poi se noi fossimo un prodotto interamente premium allora li avrebbe anche senso fare uno spot in TV ma in questo momento è un po’ fuori portata.

BS: Per quanto riguarda i social dove siete presenti voi?

P: Al momento siamo solo su Facebook ed Instagram. Stiamo facendo delle prove su Twitter ma per ora ci concentriamo su queste due piattaforme. Anche se devo dire che inizialmente il potere dei social lo abbiamo sottovalutato perché inizialmente ci siamo concentrati sull’app per esempio; però ultimamente stiamo investendo molto sui social. Ad esempio su Instagram un po’ perché è il social del momento ma anche perché abbiamo un target più definito rispetto a Facebook. Stiamo crescendo molto bene su Instagram e effettivamente c’è anche un ritorno molto buono. E poi in generale le funzionalità offerte da questo social sono molto interessanti e molto utili poi per poter portare traffico sull’app, sul sito ecc.

BS: Avete intenzione di sperimentare su altri social allargando la vostra presenza? Per esempio Snapchat o la nuova piattaforma Tik Tok che sta esplodendo tra i giovani.

P: Su Snapchat non abbiamo provato anche perché ci siamo concentrati subito molto su Instagram e abbiamo visto che la crescita li era molto buona e veloce rispetto a Snapchat che si è anche un po’ arenato. Tik Tok è molto interessante come piattaforma ma per il momento non sono previsti esperimenti su questo social. Anche perché prima di sperimentare su un social nuovo bisogna avere una strategia chiara e soprattutto dei contenuti in linea con la piattaforma che utilizzi. E’ probabile che in futuro faremo qualche esperimento ma per ora siamo concentrati su altro.

BS: Prima ci hai accennato qualcosa sulle metriche che prendete in considerazione come per esempio utenti mensili o quante volte l’app viene scaricata. Ne prendete in considerazione altre?

P: In generale prendiamo in considerazione gli utenti attivi (giornalieri e mensili), il numero di formazioni che sono schierate che è un dato molto importante per capire se l’app viene utilizzata per giocare oppure per altro. Sicuramente anche il numero di leghe che vengono create, perché se se ne creano tante significa che i nostri utenti stanno giocando e che tutto funziona a dovere. Quindi sono queste le principali metriche. Poi ovvio quando viene lanciata una nuova funzionalità stiamo attenti poi a queste nuove funzionalità.

BS: Progetti per il futuro?

P: Siamo sicuramente concentrati su FantaMaster e per il futuro abbiamo l’obiettivo di rendere l’app sempre più efficiente e che invogli l’utente a giocare. Puntiamo ad aumentare sull’engagement arricchendo l’esperienza di gioco. Quindi sicuramente punteremo molto sul mobile, però ovviamente dettagli specifici non posso darli. Però sono questi gli aspetti sui quali siamo più attenti

BS: Per concludere, questa è una curiosità personale, tu ci hai detto che sei in Francia in questo momento, ma lì il fantacalcio come viene vissuto?

P: Sicuramente il calcio c’è ed è abbastanza seguito però rispetto all’Italia esistono altri sport che sono molto seguiti. Da noi per esempio esiste il Calcio e poi il resto. Per quanto riguarda il fantacalcio so che esistono giochi di questo tipo però la passione e l’accanimento che c’è in Italia non esiste da nessuna parte. Per esempio anche in Inghilterra hanno il Fantasy Football ma non viene seguita con lo stesso spirito, in altri paesi è più un passatempo. In Italia possiamo dire che siamo sicuramente appassionati ma delle volte anche quasi malati. Però se uno la vive con moderazione è sicuramente una cosa bella e divertente.

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