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Il mercato invernale è ormai concluso e pronto a dare i suoi frutti necessari per far si che ogni squadra possa dare il meglio di sé, che sia salvezza che sia gloria, e per aumentare ancora di più il fascino di quello che una volta era definito come il campionato più bello del Mondo, la Serie A.

Tanti addii, uno tra tutti quello di Mandzukic, vero guerriero juventino rimasto nel cuore dei tifosi bianconeri, e tanti ritorni come dall’oltre Manica del giovane soldato Patrick Cutrone, ma soprattutto quello di Ibrahimovic al Milan.

Un trasferimento che ha fatto parlare tanto perché vede un giocatore ormai ad un passo dal ritiro dal calcio giocato ma che comunque ha avuto ancora molte pretendenti, tanto da domandarsi se effettivamente lo svedese occupi un solo campo da gioco o sia un campione anche in altro.

Ricordiamo infatti che il calcio non è più solo lo sport tradizionale con il campo verde, un pallone e 22 gladiatori pronti a darsi battaglia, ma anche un duello fatto di comunicazione e economia.

Comunicazione digitale e valore economico d’altronde sono concetti ormai sempre più in simbiosi e in questo decennio se ne sono visti gli effetti: influencer, sponsorizzazioni, occasioni imprenditoriali e potrei andare avanti.

Grazie specialmente ai social la comunicazione diventa una fonte di guadagno vera e propria, non solo monetaria ma anche per la reputazione personale e per chi vuol farsi pubblicizzare.

Ciò che merita attenzione è che questi mezzi sono giovani per non dire giovanissimi, dove hanno appunto avuto il boom proprio in questi dieci anni, ma c’è chi non sente la paura di non poter farne parte ma anzi padroneggia rispetto ai coetanei, rispettando canoni giovani e adatti ai mezzi in cui comunica e senza tradire i propri. Ci stiamo riferendo proprio a Zlatan Ibrahimovic.

Zlatan infatti ha capito senza troppi giri di parole che comunicare nei social non vuol dire fare contenuti adatti ad un pubblico giovane, o almeno non solo a quello. Anzi ha fatto di più, ha portato il suo pubblico, quello che lo conosce da anni e anni, e quello giovane che popola il web a sé stesso.

Un potere in grado di invertire i ruoli che normalmente e giustamente tutti penserebbero, ossia la centralità del pubblico.

Grazie alla sua egocentricità ha potere su di noi ed è qui che arriviamo al punto cruciale: che cosa vuole ottenere il Milan (e cosa hanno ottenuto le scorse squadre) dall’acquisto dello svedese?

  • Carisma:

Zlatan ci ha sempre insegnato davanti ai microfoni di tutti i giornalisti e davanti alle telecamere delle reti televisive che il carattere è tutto, soprattutto dopo la partita. Il suo è un ego fortissimo e sa perfettamente che più sarà forte e più si farà notare, in modo tale che tutti parlino di lui.

Questo generalmente contando i media classici o tradizionali, ma successivamente con l’entrata dei social lui è diventato l’emittente di sé stesso, creando a suo piacimento ciò che gli avversari (e chiaramente i media) devono vedere di lui e quando vuole lui. La potenza in questo senso è devastante considerando la velocità e capillarità con cui si diffonde una notizia, pensate poi con una frase del tipo:

Spostando invece la lente di ingrandimento proprio sulla squadra in sé, che benefici porta una figura carismatica come quella dello svedese?

Non contiamo come prima il piano tecnico o del gioco di squadra, si sa che una personalità forte faccia sempre bene allo spogliatoio in determinate situazioni.

Rimanendo sul campo della comunicazione digitale, in particolare quella del canale Instagram, il Milan ad esempio ha registrato una crescita significativa dei propri follower portandosi a guadagnare le prime posizioni per la migliore performance con un +1,54%, davanti al Tottenham (+1,26%), i campioni del Mondo del Liverpool (+1,07%) e il Borussia Dortmund dopo l’acquisto di Haaland (+1,02%), autore tra l’altro di una tripletta alla sua prima partita. Ibrahimovic al contrario ha messo a segno una rete da quando è arrivato, ma riesce a fare comunque meglio a livello di performance comunicativa per la squadra e questo grazie al suo carattere per cui è conosciuto e che gli ha procurato un seguito di 40 milioni di persone.

A dimostrare ulteriormente il potere mediatico dello svedese, sul canale IG i rossoneri hanno pubblicato 40 post con protagonista Ibra (dal 27 Dicembre 2019 al 13 Gennaio 2020), vale a dire 2-3 post al giorno e il canale ha sorpassato i 7,1 milioni di follower. Neanche fosse arrivato Messi penserete.

Ma Zlatan che vantaggio ne trae a livello di comunicazione personale?

Chiaramente come detto ad inizio articolo, il carisma per lo stesso Zlatan non è un mistero ma lo sa sfruttare a suo vantaggio, portandolo da una posizione inizialmente negativa (fatta di arroganza, presunzione) come ai tempi dell’Ajax in cui venne contestato da tutto il popolo olandese, ad una posizione così vantaggiosa (fatta di carisma stavolta) da diventarne il suo marchio di fabbrica. Questo gli porta quindi molti benefici, specialmente nella comunicazione nei suoi canali social.

Molti infatti sono i brand che vogliono rappresentare l’estrema efficienza dei propri prodotti, i quali hanno bisogno di poterne comunicare la validità tramite un personaggio che li approvi, come una sorta di tester o giudice vero e proprio, così arrogante o carismatico da poter dire cosa sia giusto o cosa sbagliato, cosa meriti o meno l’attenzione su quel prodotto che lui stesso sponsorizza. Ovviamente Zlatan non esprime effettivamente nella vita reale quel tipo di ruolo ma il suo ego, il suo carattere, lo rappresentano molto bene, così da non risultare fuori luogo o innaturale come interpretazione e perciò efficace, così da portargli altri potenziali clienti (come Samsung, Netfix, Mind The Gum) i quali vogliono far vedere che “anche Zlatan approva”.

  • Riscatto economico:

E proprio dalla conclusione del primo punto ci colleghiamo direttamente al secondo punto cruciale di Ibra e i suoi effetti nelle squadre: la ragione economica. Ibrahimovic è un evento in sé della partita, anche di questo il Milan ne è consapevole e ha un disperato bisogno di questo, ora più che mai. Lo stadio devo tornare a supportare la squadra e con Ibra l’interesse e la voglia di tifare ripartono prepotentemente:

  • 60 mila tifosi contro la Sampdoria;
    • Più di 30 mila in Coppa Italia contro la Spal, mentre l’anno scorso contro il Napoli si era registrata una presenza del tifo rossonero che superava appena 22 mila spettatori;
    • Più di 60 mila contro l’Udinese;
    • Aumento degli abbonamenti e della vendita delle magliette

Le casse rossonere hanno ricevuto perciò nuovo vigore grazie allo svedese, che lo rende ancora più prezioso come figura economica e ragion per cui ad esempio Emirates dovrà pensarci due volte nel caso volesse lasciare il club milanese in vista della scadenza di contratto del prossimo Giugno 2020 visto l’effetto Ibra.

Zlatan concludendo ha saputo dimostrare ancora di poter essere migliore di tutti, di saper sfruttare al meglio ciò che ha da offrire a chi lo compra e crede in lui da tutti questi anni.

Tutto questo come abbiamo visto anche grazie alle nostre emittenti televisive personali e flessibili, i social network, dove noi possiamo comunicare, intimorire, vincere o dominare nel modo più rapido possibile e diventarne virali. Zlatan è questo: anche se invecchia si rinnova, non passa di moda e tutto ciò non può che renderlo unico.

A cura di Leonardo Tiene

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